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sonata n°1 per contrabbasso e pianoforte, op.9

Un pezzo che mostra il lato più ritmico ed aggressivo del contrabbasso, e che permette di far emergere un timbro pieno di grana particolarmente dura. La scrittura del pianoforte è estremamente diversificata, in netto contrasto con quella del contrabbasso, che è decisamente più omogenea. Questo pezzo nasce dal desiderio di superare le naturali difficoltà di fusione timbrica tra questi due strumenti, i quali sembrano avere poca simpatia l'uno per l'altro. Ho cercato di ovviare a questo problema distribuendo i registri in modo tale da non avere sovrapposizioni. Così facendo, il contrabbasso non deve faticare per imporre il suo timbro, che, per natura, è un po' più smorzato rispetto agli altri archi. E' in un unico movimento con struttura ciclica: Adagio-Allegro-Adagio.

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